Molfetta

Il fascino di Molfetta senz’altro è il mare. É la bella piazza liquida, il porto, che ha come sfondo le bianche pietre del duomo duecentesco con le alte torri.
Il mare ha portato in questa città il senso dell’altrove, della mescolanza continua e secolare di genti e culture, di tecniche e merci.
Gli uomini partivano, rimanevano lontani e tornavano con idee e mentalità nuove, le donne restavano e governavano casa e beni, acquisendo forza e indipendenza. Generazioni di donne autonome a Molfetta. 
Ecco la città operosa in cui i “figli”, che lavorano e studiano, producono accoglienza, confronti anche aspri, libertà di pensiero.
La attraversano sentieri di arte e storia: il Centro Antico con il suo duomo medievale, i ricoveri dei pellegrini in partenza per la Terrasanta, le belle chiese barocche, il sito neolitico del Pulo.
I quartieri sul porto, fatti di stretti vicoli, rivelano una piccola casbah; la città ottocentesca si apre al dialogo con i suoi caffè, i negozi, l’andirivieni: è il luogo della sacra passeggiata meridionale.
Si mescolano suoni profumi e colori in questa città: abbiamo il verde argenteo delle distese di ulivi insieme ai profumi dell’olio nuovo nei frantoi; abbiamo l’oro, il rosso cupo, il nero delle statue delle processioni pasquali con i suoni solenni delle marce funebri in un rito che non è mai vetrina per turisti ma un autentico percorso religioso. Non c’è retorica in questa terra di gente forte e oppositiva da Gaetano Salvemini a Riccardo Muti, persino le canzoni di Caparezza sono asciutte e senza indulgenza, testimoniano amore per la città ma anche capacità di leggerne le difficoltà.

IL DUOMO DI SAN CORRADO (Cattedrale fino al 1785)
La chiesa di San Corrado è un importante luogo di culto cattolico di Molfetta, in provincia di Bari, situato ai margini del borgo antico della città, di fronte al porto. Fino al 1785 è stata la cattedrale della diocesi di Molfetta. È considerato il simbolo della città di Molfetta.
La chiesa venne costruita fra il 1150 e la fine del Duecento e dedicata a Santa Maria Assunta; fino al 1671 fu sede dell’unica parrocchia di Molfetta. Antica cattedrale della diocesi di Molfetta, nel 1785 la cattedra venne spostata nella chiesa del collegio dei Gesuiti insieme alla dedica. La ex cattedrale assunse quindi il nome di san Corrado, patrono di Molfetta.
La chiesa di San Corrado costituisce un singolare esempio dell’architettura romanico-pugliese. Essa è infatti la maggiore delle chiese romaniche con la navata centrale coperta a cupole in asse (tre, nel caso specifico) impostate su tamburo a pianta esagonale, rispetto alle altre (comprese le quattro Basiliche Palatine) aventi la copertura del tipo a capriate e tegole sovrapposte.

duomomolfettaesternoVeduta esterna
La costruzione, a pianta basilicale asimmetrica, è divisa in tre navate da pilastri cruciformi con colonne addossate e la navata centrale presenta una copertura a tre cupole in asse, come già riportato, di altezza variabile (quella centrale è considerevolmente più alta delle due di estremità), mentre le navate laterali sono coperte con tetti spioventi, a una falda ciascuna, con tegole costituite da chiancarelle della stessa tipologia della copertura dei famosi trulli della valle d’Itria. Stesso tipo di chiancarelle, assemblate a punta di diamante con sei falde convergenti al centro verso l’alto per ciascuna cupola (allo scopo di assecondare la pianta esagonale dei tamburi di base), ricopre le tre cupole centrali.
La facciata rivolta a occidente, che oggi appare quella principale, è spoglia, a differenza di quella di mezzogiorno, che presenta tre finestre tardo rinascimentali, stemmi di alti prelati, un’immagine di papa Innocenzo VIII e le statue di san Corrado e san Nicola. Ciò si spiega col fatto che all’epoca della costruzione e fino al 1882 quella facciata, così come tutto il prospetto occidentale della città vecchia erano a picco sul mare, così come testimoniato dalle rare fotografie antecedenti alla costruzione della banchina Seminario, in coincidenza con la costituzione della prima tranche del nuovo porto, cioè quello attuale (2007), conclusasi intorno al 1882, appunto.

 

L’altare maggiore barocco
Il complesso strutturale è serrato tra due torri campanarie. Queste (quella di mezzogiorno detta campanaria perché sede fisica del campanile, l’altra, più prossima al lato mare, di vedetta perché utilizzata a tale scopo per il preventivo avvistamento di eventuali incursioni saracene) sono gemelle, di base quadrata, a tre ripiani, alte 39 metri, aperte sui quattro lati da finestre bifore e monofore.
Nell’interno il corredo artistico è scarno ma essenziale; un fonte battesimale del 1518, un prezioso paliotto con bassorilievo del XIV secolo, un pluteo in pietra del XII secolo che rappresenta una cerimonia pontificale e il Redentore del XIII secolo. Caratteristica è l’acquasantiera del XII secolo, la quale raffigurante un uomo, probabilmente saraceno, che regge un bacile in cui nuota un pesce, simbolo ricorrente nell’iconografia religiosa. L’altare maggiore è in stile barocco ed è collocato nell’abside semicircolare.

 

LA CATTEDRALE

La cattedrale di Santa Maria Assunta è il principale luogo di culto cattolico di Molfetta, in provincia di Bari. È dal 1785 sede vescovile della diocesi di Molfetta (dal 1986 di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi).

L’attuale cattedrale molfettese fu costruita dai Gesuiti nel corso del Seicento e dedicata al loro fondatore, Ignazio di Loyola. Iniziata nel 1610 fu ultimata solo nel 1744 con la costruzione della facciata. Con la soppressione della Compagnia di Gesù nel 1767 la chiesa rimase per alcuni abbandonata, finché nel 1785, debitamente restaurata ed ampliata, fu eretta a nuova cattedrale diocesana, al posto dell’antica chiesa, l’odierna chiesa di San Corrado, o “duomo vecchio”. In questa occasione furono traslate nella nuova cattedrale le reliquie del santo patrono cittadino, san Corrado di Baviera.

La facciata della chiesa, con paramento murario in pietra, è a salienti, percorsa verticalmente da lesene composite lisce, anch’esse in pietra. Al centro, si apre il portale, con sopra una finestra rettangolare. La parte superiore della facciata è caratterizzata da un profilo ad arco a tutto sesto ed ospita al centro, all’interno di una finta finestra, una statua marmorea raffigurante Sant’Ignazio di Loyola.

MOLFETTAcattedraleL’interno della chiesa è a croce latina, con volta a botte lunettata affrescata nel 1887 dal pittore molfettese Michele Romano; in corrispondenza della crociera, vi è una volta a vela con stucchi che formano a finta cupola. Il presbiterio è cinto da una balaustra marmorea ed ospita gli stalli lignei del coro e l’altare maggiore. Alle spalle di quest’ultimo, nell’abside semicircolare, si trova un altorilievo raffigurante l’Assunzione di Maria. Fra le altre opere custodite nella cattedrale vi sono la Dormitio Mariae attribuita allo Scacco (XVI secolo), il monumento sepolcrale del naturalista e storico molfettese Giuseppe Maria Giovene, posto a sinistra dell’altare dedicato a San Corrado e, su questo, la tela di Corrado Giaquinto raffigurante l’Assunzione di Maria.

Sulla cantoria in controfacciata, si trova l’organo a canne, costruito nel 1961 dai Fratelli Ruffatti riutilizzando la cassa e parte del materiale fonico del precedente strumento, di Francesco Criscuolo che lo realizzò nel 1866.

L’organo è a trasmissione elettrica e la sua consolle ha due tastiere di 61 note ciascuna e pedaliera concavo-radiale di 32 note. La mostra è composta da canne di Principale disposte in più campi a cuspide, con bocche a mitria dorate e allineate. La cantoria lignea presenta un parapetto riccamente decorato con rilievi scolpiti.

Per approfondimenti sui luoghi da visitare a Molfetta: http://www.comune.molfetta.ba.it/sititematici/cultura-e-turismo/